Studente presso la facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze, scrittore per il Prosperous Network. Fra fumetti, tecnologia e libri mi appassiono alla politica nostrana.

5 marzo 2018

I dati di queste elezioni segnano uno stravolgimento ulteriore del sistema politico italiano. Per capirlo osserviamo i dati quasi definitivi di queste consultazioni elettorali:

Camera dei Deputati, scrutinio quasi concluso, ore 11.00, fonte: Ministero dell’Interno.
Movimento 5 Stelle: 32.18%
•Lega: 17.74%
•Forza Italia: 13.93%
•Fratelli d’italia: 4.35%
•Partito Democratico: 18.92%
•Liberi e Uguali: 3.37%
Senato della Repubblica, scrutinio quasi concluso, ore 11.00, fonte: Ministero dell’Interno.
Movimento 5 Stelle: 31.79%
•Lega: 17.93%
•Forza Italia: 14.41%
•Fratelli d’italia: 4.27%
•Partito Democratico: 19.27%
•Liberi e Uguali: 3.24%

Si tratta dei risultati che più o meno avevamo predetto: nessun vincitore e nessuna chiara maggioranza, per quanto la coalizione di Centrodestra sia protagonista di una buonissima prestazione, al 36% circa, ponendosi in testa fra le coalizioni. Rispetto ai partiti, il M5s surclassa tutti col 32%, seguito da un PD claudicante e malaticcio, ma comunque polo ancora importante nel computo delle forze con un 19% circa. Un tripolarismo netto, dove il Csx perde tanto terreno, sì, ma con un equilibrio generale che apre le porte alle grandissime coalizioni come unica uscita (da cui comunque il Pd attuale sembra tagliato fuori).

Una situazione che non somiglia prettamente alla “Prima Repubblica” né tantomeno alla “Seconda”. La “Terza Repubblica”, che forse nasce oggi (valuteremo solo in futuro infatti se si è trattato di una semplice fase o meno), eredita da entrambe le stagioni precedenti la fragilità del sistema partitico unita all’orientamento elettorale altalenante sicuramente caratteristico degli anni 2000, sebbene ancor più accentuato. Ovviamente la principale cifra distintiva di questo sistema rimane il forte tripolarismo non “corretto” da una legge elettorale competitiva. Si tratta di un processo avviato nel 2013, quando però il premio di maggioranza della legge elettorale “Porcellum” aveva mascherato il tutto dando una parvenza di governabilità.

Grosse Koalition • ingovernabilitÀ

In questa situazione non basterà una Grosse Koalition, come la chiamano i Tedeschi, ma addirittura qualcosa di più, visto che qualsiasi tentativo di costituire una maggioranza credibile nell’emiciclo va in fumo. L’unica vera solida maggioranza rimane una difficile convergenza m5s-Lega oppure, in caso di dimissioni di Renzi, una convergenza LeU-PD-M5s. Ma per adesso rimane fantascienza.

Mappe politiche

Mappa elaborata da Youtrend e Sky Tg 24 che fa capire bene, a scrutinio quasi concluso, come le roccaforti storiche soprattutto della sinistra siano state spazzate via. Fonte: Sky Tg 24

Ciò che un tempo definivamo “subculture”, ovvero ciò che determinava la continuità di voto nelle varie roccaforti politiche, sembrano dileguarsi, stavolta in maniera definitiva. Questo voto ha soprattutto annullato i presìdi rossi, ma anche alcune roccaforti di destra sono passate ai 5s. Abbiamo quindi di fronte a noi un assetto completamente nuovo e soprattutto una totale distruzione delle fortezze della sinistra, quantomeno a livello regionale. A scrutinio quasi concluso resiste solo la Toscana di qualche punto percentuale, tingendosi di un rosa che farà piangere lacrime amare alla sinistra. Il dato interessante è che a insediarsi in queste zone non è stato tanto il M5S, che per certi aspetti è assolutamente schierato a sinistra, quanto piuttosto la destra di Berlusconi e Salvini. L’analisi si fa assolutamente intricata. Sono scomparse del tutto le appartenenze territoriali? Si ripresenteranno? Occorrerà la nascita di una nuova sinistra? In ogni caso, per quanto il CDX sfondi al Nord, sono molte le roccaforti invece “scippate” dal m5s alla destra, in particolar modo al Sud. Forse la “Terza Repubblica” sarà caratterizzata da una fortissima volatilità elettorale, ancor più forte di quella vista finora? 

Italia tinta di giallo

Il M5s è il vero partito “della nazione” col suo altisonante 32% circa. Difficile in questa fase riuscire a fare di meglio, quello dei grillini è stato un capolavoro duraturo nel tempo.
Le riflessioni da fare sono innumerevoli, a partire dal DNA di questo partito, “né di destra né di sinistra”, cosa che ha sicuramente contribuito ad ammazzare definitivamente le subculture territoriali, sino a giungere agli strumenti utilizzati: la rete ed i social hanno infatti saputo imporsi, sapientemente miscelati con una buona dose di sistema televisivo. Certo è che possiamo dire definitivamente che in Italia l’attivismo online può trasformarsi con tutta la sua forza in una formazione partitica solida al di fuori della rete. Ma si tratta davvero di un partito “della nazione”? Osservando la cartina analizzata in precedenza forse non del tutto. Si ha a che fare piuttosto con un “partito del Sud”, un Movimento 5 stelle che crea un proprio feudo nel Mezzogiorno scardinando un’ulteriore tradizione, quella secondo cui il Meridione si pronuncia sempre a favore della conservazione del potere. In questo si rivede la manifesta capacità travolgente del Movimento. 

Oscar alla carriera

Essendo in tema di notte degli Oscar (abbiamo seguito la serata in diretta sul nostro sito qui), non potevamo non assegnare qualche statuetta. E rispetto a ciò di cui stiamo parlando la più attinente è l’Oscar alla carriera: Forza Italia infatti ha traghettato la nazione dalla Prima alla Seconda Repubblica e dalla Seconda alla terza, certo ammesso che la dizione “Terza Repubblica” sia in futuro accettata dagli accademici.

Italiani al voto

Certo è che gli Italiani hanno parlato, e questa “Terza Repubblica” non sembra aprirsi con un tracollo della partecipazione. L’affluenza è scesa di circa due punti percentuali rispetto alle scorse elezioni, quando però si votava in due giorni. La partecipazione insomma si assesta sugli stessi numeri del 2013: 73% contro 75%. È importante che il trend di vertiginosa decrescita si sia arrestato come segnale confortante per la partecipazione politica. La Terza Repubblica si apre dunque con una buona notizia. 

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