Studente di Relazioni Internazionali all'Alma Mater Studiorum di Bologna, fondatore e scrittore per il Prosperous Network, nel tempo libero divoro libri e serie TV.

Il pianeta terra è composto per il 71% d’acqua.
L’umanità e la società da essa creata trovano nell’acqua la molecola fondamentale: fonti pulite e rinnovabili sono vitali per l’industria, l’agricoltura e la produzione d’energia. Ogni singola comunità ed ecosistema sulla Terra dipende da questa risorsa per la sua esistenza e sostentamento.
Nonostante questo il “sistema-acqua” mondiale deve affrontare molteplici problemi.
Secondo alcune proiezioni del World Resource Institute, organizzazione non profit che monitora lo stato dell’acqua nel mondo, attualmente più di un miliardo di persone vivono in regioni con scarso accesso a risorse idriche e più di 3.5 miliardi potrebbero trovarsi nella stessa situazione entro il 2025.  Inoltre per il 2040, almeno 33 paesi si troveranno in casi estremi di scarsità d’acqua: Bahrein, Kuwait e Qatar saranno le aree più critiche, insieme a Singapore, Emirati Arabi Uniti e Palestina.


SISTEMA IDRICO ITALIANO

Molteplici problematiche relative alla scarsità di questa risorsa coinvolgono in primo piano anche l’Italia:
1] sprechi eccessivi legati all’età delle infrastrutture idriche (secondo un rapporto Utilitalia il 60% degli acquedotti italiani ha più di 30 anni).
2] sprechi legati all’uso personale (ISTAT nel 2016 afferma che l’Italia è il primo paese in Europa per consumo d’acqua pro-capite con 245 litri al giorno per persona, più di 4.000 miliardi di litri l’anno).
3] bassa percentuale di immagazzinazione d’acqua piovana in bacini idrici (solo l’11% dei 300.000 miliardi di litri d’acqua piovana).
4] assenza di un modello unico di gestione del sistema idrico italiano: convivono infatti oltre 700 gestori pubblici, privati e misti in una frammentazione amministrativa spesso caotica.
5] presenza di aree territoriali con tendenza naturale a condizioni di siccità e desertificazione.

Secondo Utilitalia, l’associazione delle aziende idriche energetiche ed ambientali, servirebbero investimenti di almeno 5 miliardi all’anno per manutenzione della rete, gli acquedotti italiani infatti perdono in media il 40% dell’acqua, con perdite che al sud sfiorano il 70%.

A Marzo del 2017 il Governo Gentiloni ha stanziato 4,5 miliardi di euro per investimenti finalizzati a migliorare il trattamento delle acque a valle e a contrastare le perdite diffuse. Il Ministro per la Coesione territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti ha però spiegato che gli investimenti non possano prescindere da una radicale opera di finanziamento e riorganizzazione della gestione, in direzione di un modello unico funzionale.

 

CAMBIAMENTO CLIMATICO E FUTURO

Il Climate Change sarà una grande sfida per le risorse idriche del pianeta: mutando i tassi di precipitazione ed evaporazione sulla terra, e più generalmente cambiando le interconnessioni sistemiche tra terra, oceano ed atmosfera, l’intero complesso idrico verrà messo alla prova e la sperequazione d’acqua sarà accentuata.

Le soluzioni comuni all’aumento di domanda d’acqua corrispondente alla sua diminuzione in disponibilità, e modi per ridurre gli effetti del cambiamento climatico, sono la redistribuzione ingegneristica dell’acqua potabile, in termini di spazio e tempo: riserve per l’imagazzinamento, infrastrutture per il trasporto e tecnologia di desalinizzazione per lo sfruttamento degli oceani.
Impegni sono stati presi anche nell’aumento del risparmio d’acqua, riuso e riciclo. La dissalazione e il riciclo delle acque reflue infatti sono destinate a crescere dell’11,4% a livello globale nel corso dei prossimi cinque anni, per raggiungere un valore complessivo di mercato di quasi 12 miliardi di dollari entro il 2025, secondo il Global Water Intelligence di Oxford.

Progressivi investimenti a livello globale in educazione e ricerca saranno essenziali per l’apporto adeguato di conoscenza, skill e tecnologia necessaria per combattere la scarsità d’acqua in futuro; i vincoli e i rischi legati all’incremento della domanda d’acqua ed energia causati dal cambiamento climatico dovrebbero quindi essere presi seriamente in considerazione dal mondo politico attraverso long-term plans adeguati.

Nonostante questo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo scorso Giugno ha annunciato il ritiro degli USA dall’accordo di Parigi sul clima e il ritiro del Clean Water Act, una legge di Obama a protezione di più della metà delle risorse idriche statunitensi dall’inquinamento agricolo ed estrattivo.

 

Potete trovare i testi consultati per la stesura dell’articolo qua

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