Studente di Ingegneria Meccanica presso l'università di Perugia. Amante della politica, storia, scienza ma soprattutto tutto ciò che riguarda lo spazio. Nel tempo libero pratico il taekwondo, arte marziale coreana.

Born in the U.S.A. – Bruce Springsteen

 

In questa nuova puntata della rubrica musicale voliamo nuovamente negli Stati Uniti e parleremo di un pilastro della musica Rock, Bruce Springsteen e più precisamente di uno dei suoi brani più rappresentativi che segnò anche l’apice del suo successo; “Born in the USA”, uscito nell’omonimo album nel 1984.
Inizialmente il brano venne proposto come colonna sonora di un film mai prodotto, nonostante ciò la canzone ebbe un successo immediato schizzando in testa alle classifiche Billboard.
“Born in the Usa” tratta di uno dei temi più delicati ed importanti della storia americana del XX secolo ovvero la “Guerra del Vietnam”; il pubblico americano percepì il singolo come un inno patriottico fraintendendone il significato, pure l’allora presidente repubblicano Ronald Reagan tentò di convincere Springsteen di utilizzare il brano nella sua campagna elettorale per la rielezione ma il cantante rifiutò categoricamente l’offerta.
Motivo di ciò fu proprio l’incomprensione del vero significato del brano che si presentava come tutto meno che un inno patriottico.
“Born in the USA” si tratta di un viaggio nel “Sogno americano”, tuttavia un “Sogno” ormai distorto, spogliato ormai del suo vero significato ed è dedicato ai soldati al fronte del Vietnam; in particolare al fratello deceduto nell’ “assedio di Khe Sanh” nel 1968. Una battaglia che segnò una delle più importanti sconfitte nella guerra da parte degli Stati Uniti nei confronti del Vietnam del Nord, l’assedio venne inizialmente vinto dalle forze americane per poi successivamente ritirarsi a causa della pressione del nemico; una vittoria di Pirro iniziale che divenne ancora più grave trasformandosi in vera e propria sconfitta.

Di seguito il testo:

Born down in a dead man’s town
The first kick I took was when I hit the ground
You end up like a dog that’s been beat too much
Till you spend half your life just covering up

Born in the U.S.A.
I was born in the U.S.A.
I was born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.

Got in a little hometown jam
So they put a rifle in my hand
Sent me off to a foreign land
To go and kill the yellow man

Born in the U.S.A.
I was born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
I was born in the U.S.A.

Come back home to the refinery
Hiring man said “Son if it was up to me”
Went down to see my V.A. man
He said “Son, don’t you understand”

I had a brother at Khe Sahn
Fighting off the Viet Cong
They’re still there, he’s all gone
He had a woman he loved in Saigon
I got a picture of him in her arms now

Down in the shadow of the penitentiary
Out by the gas fires of the refinery
I’m ten years burning down the road
Nowhere to run ain’t got nowhere to go

Born in the U.S.A.
I was born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
I’m a long gone Daddy in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
I’m a cool rocking Daddy in the U.S.A.

Dal testo si comprende il motivo per il quale Springsteen declinò l’offerta del presidente Reagan che tentò di appropriarsi del brano per fini politici; la canzone narra della vita dei soldati lasciati a morire al fronte vietnamita ed in particolare di suo fratello che dalla guerra non fece più ritorno lasciando l’autore e anche la sua donna amata a Saigon. “Born in the USA” non è e non potrà mai essere definito un inno alla patria statunitense, una nazione che invece ha abbandonato a migliaia di chilometri da casa dei soldati in una guerra non loro.

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