Studente di Relazioni Internazionali all’Alma Mater Studiorum di Bologna, fondatore e scrittore per il Prosperous Network, nel tempo libero divoro libri e serie TV.

Almeno 250 persone sono state arrestate durante i disordini scoppiati all’interno delle banlieue (periferie) della capitale francese (corrispondenti a tutta l’area che si trova al di fuori del confine della città di Parigi) dal 2 al 18 Febbraio.

Gli scontri si sono subito allargati a tutto il territorio nazionale per poi placarsi nella quasi totalità del paese, tranne Parigi.

Le auto e le infrastrutture sono state le piu colpite dai manifestanti che con bombe carta, fumogeni, bengala e San Pietrini hanno forzato schermaglie con la polizia in assetto antisommossa, armata di lacrimogeni e spray al peperoncino.

Ci sono molti video in internet che ritraggono gli scontri di Bobigny, uno dei quartieri più devastati insieme ad Argenteuil.

Il 18 si è svolta una manifestazione pacifica contro la violenza della polizia, su iniziativa di diverse associazioni e sindacati: CRAN, la Lega dei diritti dell’uomo, MRAP, SOS-RACISME, la CGT, FSU e UNEF*. Ma anch’essa è degenerata a causa di una minoranza violenta che ha ingaggiato conflitti con la polizia.

Il casus belli dei violenti scontri sono gli abusi subiti da Theo, ripercorriamo cosa è successo.

Giovedì 2 Febbraio, siamo ad Aulnay-sous-Bois, a pochi chilometri da Parigi, parte di quella serie di piccoli comuni e agglomerati urbani che generalmente compongono una Banlieue.

Theo, giovane incensurato di 22 anni, di colore, viene fermato dalla polizia per un controllo dei documenti, che, come riportato da diversi giornali, è presto degenerato in un’aggressione verbale ma soprattutto fisica.

Stando a quanto dichiarato dal ragazzo all’emittente televisiva BFMTV e al suo avvocato, lui si sarebbe trovato lì per caso, insieme ad altre persone, nel mezzo di un controllo anti-droga, dove gli sarebbero stati richiesti i documenti.

Su ciò che è avvenuto dopo, ci sono le parole del ragazzo, che parla di un’aggressione gratuita, iniziata con le spinte dei poliziotti e culminata con lui costretto contro un muro. Uno dei poliziotti, adesso sospeso insieme agli altri colleghi ma singolarmente accusato di “aggressione sessuale”, ha usato il manganello telescopico in dotazione per violentarlo, stando al video delle telecamere di sorveglianza.

Theo ha raccontato inoltre che le violenze non si sarebbero esaurite lì, poiché anche in macchina, mentre veniva trasportato in commissariato, hanno continuato ad umiliarlo ed attaccarlo con offese razziste. Sarebbe quindi stato un collega dei quattro poliziotti ad averlo fatto ricoverare, accortosi al suo arrivo in commissariato delle sue condizioni.

Le certezze ci vengono dal referto medico: prognosi di 60 giorni a seguito di un intervento per le gravi ferite riportate all’ano e le percosse subite.

Il giovane ha ricevuto la visita di François Hollande, Presidente francese, che si è espresso così in merito alle violenze esplose nelle notti precedenti: «Stop alla guerra, restiamo uniti. Ho fiducia nella giustizia e giustizia sarà fatta»

Oltre a questo intervento e quello di Marine Le Pen, leader del Front National, il mondo politico e quello mediatico sono stati molto silenziosi sulla questione: «Il governo è in silenzio, un silenzio che riflette contemporaneamente la sua vigliaccheria ed impotenza, io sto con le forze di polizia»

Articolo di Matteo Manera e Andrea Angeletti

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