Laureato in Relazioni Internazionali presso Alma Mater Studiorum di Bologna, Studente di Strategie di Comunicazione Politica presso Università di Firenze, fondatore Prosperous Network, nel tempo libero ascolto Jazz e divoro serie TV.

Amir Mohammed Abdul Rahman al-Mawli al-Salbi, l’uomo ritratto nella foto, sarebbe il nuovo Califfo dello Stato Islamico.

Amir Al-Salbi, nato a Tal Afar, una città nei pressi di Mosul, di padre turcomanno iracheno, è laureato in Legge Islamica all’Università di Mosul e, secondo quanto appreso dal The Guardian da due fonti d’intelligence, sarebbe uno tra gli ultimi influenti ideologhi dell’ISIS rimasti in vita.

Nel “curriculum” del Califfo, considerato come uno tra i fondatori del gruppo terroristico, vi sarebbe la supervisione globale delle operazioni terroristiche messe in atto negli ultimi anni dai seguaci dell’ISIS.

Al-Salbi avrebbe inoltre guidato operativamente ed ideologicamente la campagna di violenza ed oppressione contro la minoranza yazidi in Iraq: una tragedia umanitaria dove più di 10.000 yazidi hanno perso la vita o sono stati rapiti e sottoposti a torture ed umiliazioni.

Le azioni del gruppo terroristico in Iraq contro la minoranza etnica, descritte da alcuni accademici con il termine di “genocidio” e che hanno provocato la fuga di circa 500.000 yazidi dalle loro case, sono state giustificate e promosse proprio da sentenze religiose emesse dal nuovo Califfo, dal background di studioso religioso, eminente tra la propria comunità ed organizzazione.

Al-Salbi, precedentemente conosciuto come Haji Abdullah, sulla quale testa il Dipartimento di Stato Americano aveva posto già mesi prima una taglia di 5 milioni di dollari ed indicato come potenziale successore di Al-Baghdadi, è stato detenuto nel campo di prigionia americano Camp Bucca, nel sud dell’Iraq, dovrebbe avrebbe incontrato per la prima volta il defunto Califfo.

Al-Salbi è di origine turcomanna, e questo dettaglio, unito all’intensificarsi delle operazioni dell’ISIS nel Nord dell’Iraq, al confine con la Turchia, suggerisce agli osservatori internazionali che il nuovo Califfo dello Stato Islamico cercherà di ridare slancio all’organizzazione terroristica, decapitata del suo storico leader, a partire proprio da questa regione, dove è nato lo stesso Califfo, il primo non arabo.

Il nom de guerre inizialmente diffuso dai canali di daesh, ovvero Abu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi, non aveva ottenuto riscontro tra i profili in possesso delle agenzie di intelligence internazionali.