Luca, studente alla facoltà di Educazione Professionale alla statale di Milano, Amante della politica fin dalla giovane età, consigliere comunale nel proprio comune. Ama l’arte in tutte le sue forme. Suona la chitarra in una band ska-punk e scrive poesie.

Eccoci ad una nuova sosta del nostro viaggio a cavallo tra musica e politica; in queste settimane molti di voi mi hanno chiesto di trattare anche artisti stranieri e oggi ho deciso di accontentarvi:

John Lennon, la forza della musica contro la guerra.

Come avrete capito oggi vorrei parlare di “Give Peace a Chance” una delle canzoni simbolo del percorso musicale di John Lennon finita l’era Beatles. Questa canzone viene pubblicata nel 1969 nel pieno della guerra del Vietnam che terminerà solamente 7 anni più tardi. Sono anni molto caldi nel panorama politico e giovanile, nel ’68 le grandi proteste degli studenti erano arrivate anche negli Stati Uniti; gli studenti erano attratti al dissenso da più parti, da un lato Marcuse, sociologo della scuola di Francoforte, con il suo “uomo a una dimensione” importa in america le teorie marxiste riguardo all’educazione. Dall’altro lato c’era una cultura nata proprio negli States che si ispirava alle filosofie orientali, caratterizzata dall’uso di stupefacenti e dall’erotismo, erano gli hippies, ed è proprio qui che il nostro amico John sviluppò la sua protesta.

“Give peace a chance”

C’mon Ev’rybody’s talking about Ministers, Sinisters, Banisters and canisters Bishops and Fishops and Rabbis and Pop eyes, And bye bye, bye byes.
All we are saying is give peace a chance All we are saying is give peace a chance

Let me tell you now Ev’rybody’s talking about Revolution, evolution, masturbation, flagellation, regulation, integrations, meditations, United Nations, Congratulations.
All we are saying is give peace a chance All we are saying is give peace a chance (…)

Avendo assunto come nuovo tema di punta la pace nel mondo, John Lennon e Yoko Ono organizzarono un seguito del bed-in di Amsterdam a Montreal. Nel corso dell’iniziativa Lennon convertì quella che era stata la sua dichiarazione fissa in decine di interviste – “all we are saying is give peace a chance” (tutto ciò che diciamo è: date una possibiltà alla pace) – in un inno, lo registrò nella stessa stanza d’albergo e lo fece pubblicare in fretta e furia. Subito nel verso “tutto ciò che diciamo è: date una possibilità alla pace”, Lennon esprime la sua posizione sulla politica della guerra, invitando l’ascoltatore a lottare per la pace e a non restare indifferente. Nell’ultima strofa menziona numerose figure ben note in quel periodo, tra cui John e Yoko, Tommy Smothers e Bob Dylan. Lennon cita tutti questi personaggi per sottolineare il fatto che non è solo in questa lotta anzi sono in tantissimi a chiedere la pace. Le sconclusionate e casuali “premesse” al ritornello sono tutte giocate sul sarcasmo e lo stesso ritornello diviene una cantilenante invocazione ma è proprio la concettualità sloganistica che farà la fortuna di questo brano, tanto privo di intrinseco valore letterario e musicale quanto così efficacemente corale, orecchiabile, reiterato come una filastrocca.

Sono passati quasi cinquant’anni dall’uscita di questa canzone, mi chiedo se non sia arrivato il momento di dare una possibilità alla pace. A settimana prossima Prosperi, il capitano vi saluta.

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