Nata a Gubbio, ora studentessa di Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Perugia. Amo la fotografia, i libri, la musica e la politica. Una ne faccio, cento ne penso.

Si è tenuto poche ore fa il primo attesissimo discorso pubblico in Europa di Donald Trump da Presidente USA, alla vigilia del G20 di domani ad Amburgo.

È avvenuto in Polonia, a Varsavia, nella centralissima piazza Krasinskich, riempita per l’occasione da una folla di circa 50mila persone in festa, soprattutto giovani, con tanto di applausi, grida di approvazione e pure qualche bandiera statunitense qua e là. Un’accoglienza che Trump non può certo aspettarsi in altri paesi Europei, complice anche i molti punti in comune con il governo nazionalista, conservatore ed euroscettico della Polonia, presieduto da Andrzej Duda.

Ma veniamo ai punti trattati nel discorso del tycoon.

  1. I RAPPORTI CON LA RUSSIA

Mai finora il Presidente aveva usato toni così duri contro la Russia. Proprio Trump, che aveva abituato l’opinione pubblica a vederlo come uomo vicino a Putin, e sul quale pende da mesi l’affare Russiagate sulle sospette influenze russe nella sua vittoria alle elezioni. Sull’argomento solo una prima, quanto laconica ammissione pubblica, su quanto “la Russia, come altri paesi, è ben probabile si sia immischiata nelle nostre elezioni”, per poi affermarsi contrario al “destabilizzante e aggressivo comportamento della Russia”.

Immediata la replica del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale cerca di calmare i toni affermando che il suo governo è sì “in disaccordo con un simile approccio”, ma anche fiducioso sul fatto che i due presidenti “saranno in grado di scambiare personalmente i loro pensieri sui temi più attuali e, cosa più importante, questa sarà un’opportunità per conoscere e capire il vero approccio reciproco delle relazioni bilaterali, non quello trasmesso da mass media”.

Già, perché domani ci sarà il primo incontro faccia a faccia fra Trump e Putin. Incontro atteso anche per vedere la reazione del leader russo a questo discorso, anche se queste parole sembrano più un atto di rassicurazione verso il paese ospite, la Polonia, che una vera frattura dei rapporti USA-Russia. Il governo Duda, infatti, è di stampo russofobo, e perciò preoccupato da tempo sui risvolti che potesse avere la ritrovata intesa tra i due rivali storici sui rapporti polacchi con gli Stati Uniti.

Trump potrebbe perciò aver pensato bene di mandare un segnale di vicinanza alla Polonia elogiandola anche come “un alleato vitale contro l’Isis, in vista dell’accordo per la vendita di missili americani alle forze armate polacche.

  1. MONITO ALLA COREA DEL NORD

Da Trump sono venuti anche durissimi avvertimenti contro il dittatore Kim Jong-Un, dopo il lancio da parte della Nord-Corea di un missile che avrebbe potuto raggiungere le coste americane.

“Pyongyang deve sapere che affronterà gravi conseguenze”, ha affermato. Segnali in questa direzione sembrano provenire sia dalla pressione internazionale da parte degli USA per sanzioni contro la Nord Corea, sia dalla visita di ieri del capo della CIA Mike Pompeo a Seoul, capitale Sudcoreana. Lo stesso Presidente Sudcoreano Moon avrebbe annunciato in risposta un’esercitazione missilistica congiunta con gli States. (Ne abbiamo parlato qua)

  1. UN MESSAGGIO ALL’EUROPA

Il discorso di Trump non ha risparmiato nessuno, nemmeno l’Europa.

Ha infatti espresso il suo scetticismo verso le quote di ripartizione dei migranti, che impongono la ripartizione di chi approda sulle coste Europee nei Paesi del Vecchio Continente, e verso le accuse ripetute di Bruxelles sullo “stato di diritto a rischio” in Polonia. Le prime perplessità in merito della Commissione UE, risalenti all’anno scorso, parlano appunto di “preoccupazioni sul mancato controllo sulle leggi da parte della Corte Costituzionale polacca”.

Di certo, quello di Trump non è stato un discorso conciliante in vista del G20 di domani, e le premesse in merito alle relazioni con Germania, Russia e gli altri Paesi dell’Unione non sono certo quelle di un dialogo sereno e disteso.

 

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