Studente di Pieve di Cadore. Appassionato di politica da sempre, da un paio d'anni mi sono interessato anche a quella britannica, i libri e la cultura anglosassone sono la mia passione.


02 08 18 – I FATTI DEL GIORNO


Tra le notizie principali di oggi potrete leggere delle nomine RAI, di Alessandro Sandrini e delle Olimpiadi Milano-Torino-Cortina. Buongiorno e buona lettura!

Nella mattinata di ieri la Commissione Vigilanza boccia il nome proposto dal Governo

Rai, Foa spacca il Centrodestra

Berlusconi conferma che Forza Italia non voterà Foa e aggiunge che il divorzio con la Lega è inevitabile 
Marcello Foa lascia la sede Rai di viale Mazzini
(c) MASSIMO PERCOSSI

La commissione di Vigilanza sulla Rai non ha approvato la nomina di Marcello Foa a presidente della tv pubblica. A San Macuto hanno votato 23 componenti della commissione: i voti favorevoli sono stati 22 (sotto il previsto quorum di 27), una scheda bianca. Ieri Foa era stato nominato presidente dal cda. Dato l’impasse il cda si è aggiornato a domani.

Prendo atto con rispetto della decisione della commissione di Vigilanza della Rai. Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel consiglio che mi è stato proposto dall’azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell’interesse della Rai.

– Marcello Foa, ad Rai nominato dal Governo

Volevamo la Rai del cambiamento, l’opposizione ha detto no ha commentato a caldo Gianluigi Paragone capogruppo M5S in commissione di Vigilanza Rai auspicando che Foa a questo punto non si dimetta. Correttamente Marcello Foa ha detto si rimette ad ogni decisione del suo azionista: è stato indicato dal ministro dell’Economia, dal Governo. Il parere che darò sarà assolutamente di riconfermare la fiducia a Marcello Foa – ha detto Matteo Salvini – e poi finalmente tornare a lavorare, offrire un’informazione a tutti e per tutti, cosa che non sempre la Rai ha fornito in questi anni. Salvini chiede su di lui il sostegno di tutto il centrodestra: Ci sta che su un nome al di sopra di ogni sospetto sbraitino e urlino come aquile quelli della sinistra che ormai, poveretti, hanno perso ogni credibilità: conto che trattandosi di una persona libera che ha lavorato nell’ambito dell’informazione del centrodestra abbia il sostegno di tutto il centrodestra perché mi pare curioso che un movimento come Fi che ha votato persone di diverso genere negli anni passati dica no.

Ma da Forza Italia arriva arriva un nuovo no: È stato appurato che l’eventuale riproposizione dello stesso nome nella commissione di Vigilanza presenta, secondo il parere di autorevoli professionisti, problemi giuridici non superabili. Non potrà quindi essere votata dai componenti di Fi dice Silvio Berlusconi, Presidente del Partito.

A intervenire sulla vicenda è anche il vicepremier Luigi Di Maio: Va eletto un presidente della Rai: se ci sarà un’intesa tra le forze politiche su Foa è auspicabile che torni, altrimenti sono le forze politiche che siedono in commissione, nella loro interlocuzione, che possono trovare un’alternativa. Il governo  non può ignorare la commissione di Vigilanza Rai: se ci sarà un’intesa intorno al nome di Foa per me è auspicabile che torni in commissione di Vigilanza, se non c’è è chiaro che non può tornare

In Vigilanza non hanno partecipato al voto su Foa presidente, pur essendo presenti nell’aula della commissione, i parlamentari di Forza Italia (fatta eccezione per il presidente Alberto Barachini, che ha votato), del Partito democratico e di Liberi e Uguali. A questo punto la nomina di Foa, dopo l’ok a maggioranza di ieri nel cda Rai, non è efficace: la legge prevede infatti il parere vincolante della Vigilanza, a maggioranza di due terzi (quindi 27 voti su 40), per la ratifica definitiva.

Il cda della Rai ha preso atto dello stop della commissione di Vigilanza alla nomina di Marcello Foa presidente e ha aggiornato la discussione ad oggi (giovedì, ndr).



Parla il ragazzo italiano rapito dall’ISIS in Turchia due anni fa

Alessandro Sandrini: “Sono stufi mi uccideranno”

Il nostro connazionale parla in un video diffuso da SITE

Sono due anni che sono in carcere e non ce la faccio più, sono stanco dentro. Chiedo all’Italia di chiudere questa situazione in tempi veloci perché hanno detto chiaramente che sono stufi, che mi uccideranno

A parlare è il bresciano Alessandro Sandrini, 32 anni, scomparso due anni fa durante un viaggio in Turchia. È stato ripreso con una tuta arancione da carcerato e con due uomini armati alle spalle. Il video è stato pubblicato dal sito americano specializzato nel monitoraggio dello jihadismo SITE. “Non vedo futuro, non so cosa pensare in questa situazione. Chiedo alle istituzioni di risolvere questa situazione”, parole espresse in 52 secondi di filmato.

Il padre Gianfranco ha affermato di non essere stato informato del nuovo video arrivato e di averlo scoperto guardando il servizio di un telegiornale locale all’ora di pranzo. “Sono senza parole, sto male a vedere mio figlio così”, dice da Brescia il genitore. “Nessun politico ci ha aiutato, ci sentiamo abbandonati. Mio figlio non può essere lasciato morire”.

Il ragazzo era partito per un viaggio in Turchia, ad Adana – cittadina a 180 chilometri da Aleppo – il 3 ottobre del 2016. La vacanza in solitaria, prenotata e pagata dall’Italia, sarebbe dovuta durare una settimana, ma sull’aereo che il 10 ottobre atterra all’aeroporto bergamasco di Orio al Serio, Sandrini non c’è. “Mi ha mandato un messaggio il giorno prima dicendomi di andare a prenderlo, ma non si è visto”, racconta la fidanzata. Per un anno di lui non si è più saputo nulla. Fino al 19 ottobre 2017 quando chiama la madre Evelina, dipendente in un bar della città. “Non so dove sono, mi hanno sequestrato, sono trattenuto. Ti prego aiutami”, disse.

Per gli inquirenti bresciani si trova sul confine tra Siria e Turchia, ma la vicenda non è chiara. Non si conoscono i carcerieri, non ci sono rivendicazioni e nemmeno richieste precise di riscatto. A dicembre successivo, avviene un altro contatto e Sandrini alla madre racconta: “Vogliono i soldi, qui non scherzano”. Prima di Natale scorso, il 23 dicembre, il bresciano telefona ancora a casa: “Sono in una stanza tre metri per tre”. L’ultimo dialogo diretto tra madre e figlio è invece del 21 gennaio: “Lo Stato italiano non sta facendo nulla. Mi vogliono far morire qui”, afferma. L’inchiesta nel frattempo viene trasmessa dalla Procura di Brescia a quella di Roma. A marzo nel fascicolo finisce un primo video nel quale si vede Sandrini con una tuta arancione da carcerato e sotto la minaccia di due uomini armati. Parla solo lui e chiede aiuto. Ieri il secondo video e l’ennesimo appello. La Farnesina intanto segue “con la massima attenzione” il caso di Sandrini. “Come in precedenti casi analoghi – spiega una nota – il ministero mantiene, nell’interesse esclusivo del connazionale, il più stretto riserbo sulla vicenda, tenendosi in stretto contatto con la famiglia”.



Olimpiadi 2026, CONI conferma la candidatura a tre; Milano però non è convinta

Il Consiglio nazionale del Coni ha deliberato il via libera alla candidatura unitaria di Cortina, Milano e Torino per le Olimpiadi invernali del 2026. Astenuto il solo presidente dell’Asi, Claudio Barbaro.  A seguito di un confronto con diversi membri del Consiglio nazionale, il presidente dell’Asi, Claudio Barbaro, ha deciso di ritirare la sua astensione e votate a favore della candidatura, che così passa all’unanimità. La candidatura unitaria alle Olimpiadi Invernali del 2026, condivisa da Milano, Torino e Cortina, prevede un investimento totale di 376,65 milioni di euro, con costi inferiori alle ipotesi fatte dalle singole candidature, è quanto emerge dal masterplan delle Olimpiadi Invernali, presentato al Consiglio del Coni dal presidente Giovanni Malagò.

La governance si dovrà attuare e definire quando quella che oggi è una candidatura diventerà un’Olimpiade. Al momento siamo solo candidati: non abbiamo preso le Olimpiadi, ci siamo iscritti alla gara è la posizione del numero uno del Coni, Giovanni Malagò, alla luce della lettera del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in cui si dice che la città lombarda parteciperà solo per ospitare gare o eventi. Non cambia assolutamente niente dopo le parole di Sala l’ho sentito ieri e oggi tante volte. Sulla diatriba politica che ruota attorno alla candidatura è intervenuto anche il segretario generale del Coni e coordinatore della commissione di valutazione sui dossier, Carlo Mornati: La commissione ha lavorato in maniera egregia quello che è emerso è frutto di un lavoro che ha mirato a trovare contenimento dei costi e garantire il massimo profilo degli impianti. Non è stata una valutazione politica.

È una soluzione che ci trova sostanzialmente d’accordo, perché, da come ci è stata comunicata dal Coni, verrebbero prese in considerazione alla pari le tre città, ognuna delle quali mette a disposizione le proprie eccellenze

Così il sindaco di Cortina, Giampietro Ghedina, sulla scelta della Giunta nazionale del Coni di una candidatura congiunta di Cortina, Milano e Torino alle Olimpiadi 2026. Noi naturalmente metteremmo la neve, per la parte più importante, quella delle gare di sci. E’ una scelta che qualcuno ha definito politica, ma io credo possa essere una buona proposta per l’Italia mettere le tre città alla pari, anche l’economizzazione delle spese.

Siamo in linea con la proposta di candidatura unitaria avanzata dal Coni e dal Presidente Malagò. Chiediamo di fare presto e che ci siano precise garanzie per tutti coloro che vogliono essere della partita, lo dichiara il Presidente del Veneto Luca Zaia.

Il governo – dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti – incontrerà le città candidate e soprattutto verificherà la compatibilità delle linee guida con quelle poste dal Consiglio dei ministri. Prendiamo atto della proposta del Coni. Non abbiamo ancora visto il dossier e su questo ci riserviamo di intervenire.



in 280 caratteri

Gli hashtag top trending di ieri sono stati #StaseraItalia, #articolo18, e #superquark.



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