Studente di Pieve di Cadore. Appassionato di politica da sempre, da un paio d'anni mi sono interessato anche a quella britannica, i libri e la cultura anglosassone sono la mia passione.

Le notizie del giorno del 19 luglio: legittima difesa, migranti e la multa a Google: vediamole insieme.


legittima difesa, i cinque stelle frenano

Perplessità del Ministro Bonafede sulla legge sulla legittima difesa: “No alla liberalizzazione”

Sono cinque i disegni di legge presentati in commissione Giustizia al Senato ieri mattina, arrivano tutti dal centrodestra, sotto pressione leghista.

No alla liberalizzazione delle armi

Dice nel pomeriggio il Ministro della Giustizia Cinque Stelle Bonafede. Tentano di calmare le acque Salvini e Conte: “Non vogliamo il far west” dice il primo, “C’è unità nel Governo” aggiunge il secondo. “Sulla legittima difesa il governo è compatto. Come ho ribadito oggi in aula, si tratta di una priorità della maggioranza, era un tema messo nero su bianco sul contratto di governo e noi abbiamo il vizio di fare ciò che diciamo” ribadisce poi Bonafede, smentendo ogni incertezza.

La proposta della Lega, la più quotata al momento, propone di modificare l’art.52 del codice penale prevedendo la “presunzione di legittima difesa per gli atti diretti a respingere l’ingresso, mediante effrazione, di sconosciuti” sia in abitazioni private che in locali di attività commerciali o imprenditoriali. IL DDL vuole inoltre modificare l’articolo 624-bis del codice penale inasprendo la pena per il reato di furto in abitazione che potrà essere punito con “minimo” sei anni di carcere (contro i cinque ora previsti) e una multa tra i 20mila e i 30mila euro (inasprendo di 10mila euro i limiti massimi e minimi).



altri 40 migranti in balia del mediterraneo

Italia, Malta e Tunisia avrebbe negato l’approdo ad un’altra nave, intanto a Cipro muoiono 19 persone

Sarebbe la Sarost 5, cargo di rifornimento della società del gas Miskar, la nave che da qualche giorno naviga al largo della Tunisia con a bordo 40 migranti, non ha ancora ricevuto notizie sulla sua destinazione. La scorsa settimana un barcone in legno con a bordo 40 migranti provenienti da Egitto, Mali, Nigeria, Bangladesh, è partito dalla Libia per cercare di raggiungere l’Europa. Dopo cinque giorni di navigazione “senza mangiare né bere”, secondo quanto ha riportato un membro dell’equipaggio della Sarost 5 a InfoMigrants, il motore va in avaria e la barca va alla deriva in prossimità della piattaforma del gas. A quel punto entra in azione la Sarost 5 che salva dal naufragio i 40 migranti ma per l’equipaggio e i profughi inizia un altro calvario. Perché prima la Tunisia e poi Malta e l’Italia avrebbero rifiutato, secondo InfoMigrants, l’approdo nei loro porti.

Nella giornata di ieri un barcone è naufragato a largo di Cipro, sarebbero 19 i morti ed oltre 30 i dispersi. Un’altra nave di OpenArms sarebbe diretta in Spagna in quanto non ritiene l’Italia affidabile.



MULTA RECORD A GOOGLE DALL’UE, 4.3 MILIARDI

La Commissione Ue ha inflitto a Google la sua multa più salata di sempre, 4.3 miliardi di Euro per aver abusato della posizione dominante del suo sistema operativo Android. L’anno scorso la Ue inflisse a Google una multa, già record, di 2,4 miliardi di euro per aver favorito il suo servizio di comparazione di prezzi Google Shopping a scapito degli altri competitor.

L’Ue accusa Google di essersi servita di Android per imporre i suoi prodotti di ricerca sui dispositivi mobili, monopolizzando gli introiti delle pubblicità sugli smartphone. Il caso Android è nel mirino di Bruxelles dal 2015. Dopo un anno di indagini, nel 2016 Google fu accusata formalmente di aver obbligato i produttori di smartphone, come Samsung o Huawei, a pre-installare Google Search e a settarlo come app di ricerca predefinita o esclusiva. Per Bruxelles, Google ha anche offerto incentivi finanziari ai produttori e agli operatori di reti mobili a condizione che installassero esclusivamente Google Search sui loro apparecchi. Questo allo scopo di consolidare e mantenere la sua posizione dominante. Per quanto riguarda la multa inflitta lo scorso anno per Google Shopping, l’azienda ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia della Ue, mentre per la multa di ieri Google ha annunciato che farà lo stesso.