Studente di Pieve di Cadore. Appassionato di politica da sempre, da un paio d'anni mi sono interessato anche a quella britannica, i libri e la cultura anglosassone sono la mia passione.

 

Le notizie di oggi: il vertice Trump-Putin, Salvini e i migranti: vediamole insieme.

TRUMP-PUTIN: “LA GUERRA FREDDA È FINITA”

Vertice di oltre due ore e mezza per i due leader a Helsinki

Si incontrano nella capitale neutrale della Finlandia i leader delle due potenze Russia e Stati Uniti, Donald Trump e Vladimir Putin. Per la prima volta dall’arrivo di Trump alla Casa Bianca un incontro ufficiale tra i due leader: “È un buon inizio” dice The Donald, “Dobbiamo lasciare dietro le spalle questo clima da guerra fredda, non c’è bisogno dello scontro, la situazione è cambiata, bisogna affrontare le sfide comuni, il terrorismo sempre in crescita e il crimine internazionale, per non parlare dei problemi economici e ambientali” commenta Putin.

Putin commenta poi l’accusa del procuratore Mueller che ha incriminato 12 funzionari russi per l’hackeraggio subito dal Partito Democratico durante le elezioni US nel 2016 dicendo che la Russia non interferirà mai negli affari interni statunitensi e mai l’ha fatto; gli da corda Trump dicendo che rivincerebbe facilmente le elezioni contro la Clinton senza l’aiuto di nessuno.

Resta invece il disaccordo sulla Crimea: Trump definisce il referendum “illegale” mentre Putin parla di “caso chiuso”.

POLEMICA SU SALVINI, PATTO CON LA LOBBY DELLE ARMI

Il leader della Lega avrebbe firmato un accordo con Direttiva 477 che prevede che l’associazione sia interpellata su ogni norma che riguarda le armi

Sul mio onore mi impegno a a coinvolgere e consultare il Comitato Direttiva 477 e le altre Associazioni di comparto ogni qual volta siano in discussione provvedimenti che possano influire sul diritto […] a detenere ed utilizzare legittimamente armi 

È questo uno stralcio del documento pubblicato da Repubblica, dal titolo <<Assunzione pubblica di impegno a tutela dei detentori legali di armi>> e firmato dal Ministro dell’Interno in campagna elettorale a Vicenza. Nel documento in questione il leader della Lega si impegnerebbe di fatto a consultare tutte le associazioni di categoria riguardanti le armi su una qualsiasi norma possa riguardare il diritto a detenere armi.

Proprio oggi le suddette associazioni sono convocate a Montecitorio per discutere della direttiva europea sul possesso e l’utilizzo di armi. “Mentre tutto il mondo cerca un argine alla diffusione della armi il ministro dell’Interno forza la mano per sostenere la sua lobby” commenta il dem Rosato su Facebook mentre da Possibile Andrea Maestri dice che “Quella di Salvini non è una riforma della legittima difesa, ma un Far West, un Italia americanizzata che produrrebbe solo più delitti. In tutto questo il Movimento 5 Stelle è pienamente d’accordo […]”

SALVINI: “LIBIA PORTO SICURO” MA BRUXELLES NON È D’ACCORDO

Il Ministro dell’Interno chiede all’Unione di considerare la Libia come porto sicuro. Altri sì alla lettera di Conte

No secco dall’Unione europea alla proposta di Matteo Salvini di considerare i porti libici come sicuri e permettere quindi anche lì lo sbarco dei migranti. A Bruxelles risponde il ministro con un tweet: “L’Unione Europea vuole continuare ad agevolare lo sporco lavoro degli scafisti? Non lo farà in mio nome, o si cambia o saremo costretti a muoverci da soli.”

Nel frattempo il Premier Conte al TG1 si dice soddisfatto per la risoluzione della situazione di Pozzallo. Soddisfazione anche dalla Commissione Ue: “La Commissione Ue accoglie con favore che entrambe le navi the Protector e Monte Sperone siano sbarcate a Pozzallo e ciò è stato possibile grazie a 6 stati membri Ue che hanno deciso di accogliere condividere migranti, tra cui Italia, Francia, Germania, Malta, Spagna e Portogallo” che conferma di aver ricevuto la lettera di Conte e conferma inoltre che il Premier riceverà a breve una risposta.

FALSE METÀ DELLE MACCHIE SULLA SINDONE

Una ricerca congiunta dell’Università di Liverpool e del Cicap ha dimostrato che la metà delle macchie presenti sulla Sacra Sindone di Torino sarebbero incompatibili con le ferite che le avrebbero provocate.