Studente di Lettere presso l'università di Genova, si occupa della sezione Cinema del Prosperous Network. Appassionato (ovviamente) della settima arte, ma anche di musica e letteratura. Tra l'aria condizionata e il Papa, sceglie l'aria condizionata

Popolo di Santi, Poeti e Animatori

Se si guardasse con attenzione il palinsesto televisivo italiano di oggi lo si troverebbe diverso, molto diverso, rispetto a quello di dieci, quindici anni fa. Tra programmi di cucina, analisi di rigori ingiustamente negati e talent show uguali a sé stessi, si nota una mancanza, silenziosa ma preoccupante. A parte qualche rara eccezione (di cui parleremo), in Italia non c’è satira in tv. Ma non solo: anche i grandi contenitori comici tipici del nostro paese, dal Bagaglino a Colorado, passando per Drive In e Zelig, sono scomparsi da tutte le reti.

Gli Italiani non hanno più voglia di ridere? No, non è così.

Il problema è che con il passare degli anni, con l’avvento di Internet, con i social e con lo streaming, la società e i suoi gusti si sono trasformati, evoluti. La comicità della tv generalista non è riuscita a seguire questo cambiamento, si è persa chiudendosi in sé stessa e puntando sulle personalità sbagliate. Che i comici/animatori dozzinali e reazionari, che fino a poco tempo fa funzionavano, oggi non trovano riscontro nel pubblico, è segnale della necessità di trovare un’alternativa. Alternativa che non può essere Maurizio Crozza.

Il Problema Crozza

Nel deserto comico delle nostre televisioni, Crozza sembra essere l’unica eccezione. Con il suo one man show, prima su La7 ed ora sul Nove, riesce a fare buoni ascolti in prima serata, presentandosi come il comico di punta del panorama nazionale. Il problema di fondo di tutto ciò è il gigantesco errore nella percezione del comico.

Il genovese fa varietà, non satira.

Ma facciamo un piccolo passo indietro: che cosa è la satira? Dai tempi del dramma satiresco dell’Atene Classica, essa è passata attraverso infinite declinazioni teatrali e cinematografiche, arrivando ad essere un organismo vivente cangiante e largo, che, almeno nella modernità della comicità (da Lenny Bruce in poi), sembra avere un’unica prerogativa: scontrarsi con il pensiero dominante, abbattere le convinzioni dell’uomo medio, delegittimare il potere mettendo in evidenza le contraddizioni della società.

Sorvolando sulle parrucche, i balletti o il canto, che già di per sé lo avvicinano più a Fiorello che ad un George Carlin qualunque, Crozza spesso con le sue imitazioni ottiene l’effetto contrario a quello che dovrebbe essere il fine destabilizzante di un satirico. Giorgio Montanini, a mio avviso il miglior stand-up comedian italiano attualmente in circolazione, ha rilasciato in proposito un’interessante intervista a TVTalk in cui sostiene: «La comicità si evolve: se negli Anni ’80 c’era Benigni non possiamo avere Crozza adesso. Evolvendo la società evolve la comicità: lo dimostra il caso americano dove certi tabù sono stati infranti e non si può tornare indietro. Crozza non è un comico satirico. Questo è un equivoco che ha matrici culturali, evidentemente […] è un performer, è più vicino a Fiorello e Max Giusti che ad altri. Ma non è un’offesa. Lui canta, balla, conduce… […] La gomitatina al politico, che lo lascia come lo trova, è comicità di ‘regime’, il giullare di corte: la satira non è quella. Crozza con la sua comicità deresponsabilizza il pubblico».

Non una gomitatina, ma ben peggio; basti pensare all’interpretazione “Crozziana” di Antonio Razzi. Divertente certo, per non dire esilarante. Essa ha avuto però un effetto boomerang pericoloso e non accettabile: ha legittimato un personaggio come Razzi, rendendolo bonariamente simpatico e di successo. Non ci credete? Bene, provate ad accendere il televisore sul Nove alle 21.20. Il programma in onda sarà Razzi Vostri, in cui il senatore si lancia in un monologo comico di 15 minuti mettendosi nei panni dell’immagine di sé stesso data da Crozza.

Razzi è affiancato dal bravo e sprecato Saverio Raimondo, che, nonostante sia lontano anni luce dal suo meglio, è l’unico punto di interesse del programma. Ed è lui che ci porta avanti nel nostro discorso sulla comicità.

Alternative

Sebbene non siano quasi per nulla presenti in tv, il nostro paese ha sfornato negli ultimi anni comici eccezionali, a cui le emittenti dovrebbero guardare per rimodellare la comicità televisiva. Raimondo, sopracitato, è probabilmente il più conosciuto tra essi. Conduce CCN – Comedy Central News, linea satirica in onda sull’omonimo canale Sky, ed è apparso in programmi come Sbandati e Piazzapulita. Basta osservarlo per un secondo per notare come abbia studiato in modo dettagliato Woody Allen, rileggendo le sue movenze e a volte persino la sua cadenza, riadattando il tutto ad un mondo che nel frattempo è andato avanti di 50 anni (anche se il pezzo The Moose funzionerebbe ancora oggi senza problemi).

In un’intervista al Corriere della Sera ha detto: «La scelta della tv generalista di non dare spazio a questo tipo di satira è miope. La tv generalista guarda solo e sempre alla massa, ma trascura le nicchie, che poi nicchie non sono; trascura i giovani e parla solo alla maggioranza: la tv così si appiattisce, diventa noiosa e molto uguale a sé stessa. Il pubblico è pronto per una comicità libera e provocatoria, contemporanea, anche in tempi di politicamente corretto. Se qualcuno si offende è un problema suo; il comico non deve mai essere preso sul serio, non deve essere autorevole; guai a prendere alla lettera una battuta. Anche se ci sono stati comici che hanno chiesto di essere presi sul serio e poi hanno preso pure i voti».

Altro grande Stand-up comedian, anche lui già citato, è Giorgio Montanini, una sorta di risposta italiana a Bill Hicks. Da svariati anni gira l’italia con i suoi monologhi (“Eloquio di un perdente” è il titolo dell’ultimo), ma oltre a ciò ha condotto Nemico Pubblico, straordinario esempio di quello che potrebbero/dovrebbero essere la maggior parte dei format comici. Alternando pezzi live e reportage, Montanini è riuscito lì ha risvegliare l’interesse di un pubblico più giovane (lo dimostrano i dati) realizzando un programma di altissima qualità.

Montanini ha poi dato vita a quello che credo sia uno dei momenti di svolta della nostra televisione: poco tempo fa è stato chiamato da Mediaset per prendere parte a Le Iene, ritagliandosi uno spazio personale da monologhista. Quello che è successo però è stato che il pubblico in studio non riusciva a seguirlo, stava seduto in silenzio, scioccato dalla sua comicità. E li possiamo capire: Montanini non è Brignano, non si lancia in proclami populisti, non ci dice come i politici e i loro privilegi facciano schifo o che “gli italiani ormai rovistano nel bidone dell’umido”.

Sebbene sia stato confermato solo per tre puntate, prima di venire sostituito da un molto più innocuo Maurizio Lastrico, il marchigiano ha aperto un nuovo, ulteriore squarcio nel corpo ormai morente della vecchia comicità.

Dawn of the Dead

Raimondo e Montanini sono soltanto due degli assi nelle nostre maniche: in primis Filippo Giardina, fondatore del gruppo Satiriasi nel 2009 (di cui i primi due facevano parte) e sorta di papà del movimento stand-up italiano, ma poi Francesco De Carlo, Mauro Fratini, Velia Lalli, Pietro Sparacino e Daniele Fabbri, Edoardo Ferrario e altri. Tutti loro sono molto attivi nei live e con i loro spettacoli raggiungono l’intera Italia. Da questo punto di vista è necessario evidenziare il grande lavoro produttivo svolto dalla società Altra Scena, capace di credere in questi artisti fin dal principio. Come si può notare, le qualità ci sono. A mancare invece sono scelte coraggiose e innovative dei producer televisivi.

Ci troviamo ad un bivio: da un lato abbiamo una comicità fresca e al passo con i tempi, dall’altra abbiamo uno zombie che cerca disperatamente di rimanere in piedi. Care Rai, Mediaset e Netflix Italia (anni luce indietro al cugino USA, basti pensare che solo poco più di un anno fa ha avuto la scandalosa idea di distribuire Grillo vs Grillo, un comizio dell’ex-comico ora a capo del primo partito in Italia) è arrivato il momento di uccidere definitivamente lo zombie.

Ti potrebbe interessare anche: