Studente di Lettere presso l'università di Genova, si occupa della sezione Cinema del Prosperous Network. Appassionato (ovviamente) della settima arte, ma anche di musica e letteratura. Tra l'aria condizionata e il Papa, sceglie l'aria condizionata

Tutta colpa Loro

“Ma te che cosa ti aspettavi di poter essere l’uomo più ricco del paese, fare il premier e che anche tutti ti amassero alla follia?”.

“Sì, io mi aspettavo proprio questo”.

È arrivato come un fulmine a ciel sereno, un’esplosione improvvisa, fragorosa ed inarrestabile. Il 12 marzo, la Universal ha caricato su Youtube il primo eccezionale teaser trailer di Loro, il prossimo film di Paolo Sorrentino sugli anni della decadenza, non solo politica, di Silvio Berlusconi.  Ulteriore prova di come il regista partenopeo sia perfettamente calato nella contemporaneità più pop, da un punto di vista artistico ma soprattutto commerciale, il teaser ha scatenato una serie di reazioni, polemiche, apprezzamenti e recensioni. Sorrentino ci mostra una delle parti più controverse del Cavaliere: le “cene eleganti” e il rapporto con Veronica Lario, ma anche la piccola barboncina Dudù. Sbilanciandosi, si potrebbe presumere che Loro sarà un’indagine umana prima che politica. D’altra parte è davvero possibile parlare di quello che sarà una pellicola di quattro ore avendo per le mani trenta secondi di video? Ovviamente no. Fantasticare e fare congetture però è sempre divertente.

Così come lo è fare un breve ripasso delle tre più rimarchevoli apparizioni cinematografiche del tre volte presidente del consiglio, tra documentari, commedie e drammi, tra scandali, inchieste e battute.

Il Caimano (2006)

Iniziamo dal film forse più famoso, di un regista che, ancora più di Sorrentino, ha fatto della propria figura un simbolo cinematografico italiano: si parla, ovviamente, di Nanni Moretti. La trama: Bruno è un produttore cinematografico di horror di serie B, il fallimento economico e con un matrimonio a pezzi. Si presenta da lui la giovane regista Teresa, con un copione intitolato Il Caimano. Lo script in questione parla dell’ascesa di Berlusconi alla guida del paese. Il tema scottante dello scritto porta l’avversione di tutti gli addetti ai lavori che vi avvicinano; nonostante ciò, Bruno decide di investire tutto ciò che possiede per girare almeno l’ultima scena del film di Teresa, che è anche la migliore della pellicola di Moretti.

Videocracy (2009)

Passiamo al documentario, in particolare ad una delle uscite più interessanti del 2009. Diretto da Erik Gandini, Videocracy si concentra sull’influenza della televisione nella cultura italiana e su come l’approdo di Silvio Berlusconi nel panorama televisivo abbia rivoluzionato la concezione stessa di popolarità. La “filosofia dell’apparire”, che ben esplicita Lele Mora alla fine del film, è stata una trasformazione ideologica, accettata e premiata dai telespettatori, verso un Berlusconismo radicato fino in fondo all’italianità.

E, in caso ve lo foste dimenticato, io vi lascio questo bellissimo spot qui sotto.

My Way (2015)

Nato come libro biografico e diventato poi un documentario, My Way: The Rise and Fall of Silvio Berlusconi è una lunga seduta di psicoanalisi tra il Cavaliere e Alan Friedman, giornalista e scrittore statunitense. Il film, seppur evidentemente “anti-filmico” (si nota come il vero obbiettivo di Friedman sia la scrittura di un testo), ha svariati punti di interesse. Berlusconi si racconta divertendosi, sublimando sé stesso a figura quasi mitologica, parlando di imprese surreali (come i cambi di veste al volo per sembrare sia proprietario che muratore di un negozio appena aperto o le celeberrime incursioni nello spogliatoio del Milan) e mostrando la sua versione dei fatti, vera o falsa che sia.

Extra: Un’Estate ai Caraibi (2009)

Allora, io spero sinceramente che non vi capiti mai di vedere Un’Estate ai Caraibi. Lo spero con tutto il cuore. Ma in caso non possiate farne a meno, siate obbligati per legge o abbiate una pena che non si può scontare in nessun altro modo, vi consiglio di fare particolarmente attenzione al finale di questo film di Carlo Vanzina. Non scriverò della trama perché credo sia inutile e facilmente immaginabile, vi basti soltanto sapere che, negli ultimi minuti, Biagio Izzo, che interpreta un famoso dentista, riesce a giustificare una scappatella ai caraibi con l’amante grazie al suo ultimo ed urgentissimo cliente che si trova sull’isola: esatto, Biagio Izzo rimette in sesto la dentatura del presidente Silvio Berlusconi che, in cambio, paga tre settimane di vacanza alla coppia e convince la moglie del dentista a lasciare libero il marito.

E voi pensavate che Loro potesse essere il più grande film di sempre su Berlusconi? Ingenui.

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