Studente di Lettere presso l'università di Genova, si occupa della sezione Cinema del Prosperous Network. Appassionato (ovviamente) della settima arte, ma anche di musica e letteratura. Tra l'aria condizionata e il Papa, sceglie l'aria condizionata

L’Esperimento

È un mattino come un altro alla Belko, un’azienda americana con sede a Bogotá, in Colombia. I dipendenti arrivano in ufficio, pronti ad una giornata da dividersi tra fotocopie e documenti da compilare. Un lavoro normale, come quello che fanno molti di noi.

La diversità però, oltre all’atteggiamento ostile delle guardie della sicurezza, in numero esponenzialmente maggiore rispetto al solito, è il fatto che solo i dipendenti statunitensi sono ammessi all’entrata. Prima ancora che Mike (John Gallagher Jr), il protagonista, la sua fidanzata Leandra (Adria Arjona) e gli altri lavoratori possano investigare, ha inizio il crudele progetto organizzato dalla stessa corporazione: una voce in altoparlante annuncia che gli 80 dipendenti presenti all’interno dell’edificio hanno mezz’ora di tempo per uccidere due persone a scelta tra di loro.

L’esperimento ha inizio.

Tra Battle Royale e Hunger Games

Inedito in Italia, l’idea alla base di The Belko Experiment è ovviamente già vista: Hunger Games e prima ancora lo straordinario Battle Royale, con seguiti annessi, si basavano sullo stesso espediente narrativo; un gruppo di persone, chiuse in un ambiente circoscritto, costrette ad uccidersi tra loro. Gente normale, comune, non assassini scelti.

Questa pellicola, scritta dal grande James Gunn (regista di Guardiani della Galassia, il cui secondo capitolo è finito nel nostro meglio del 2017), ha però un qualcosa in più. La penna di Gunn riesce a condire una vicenda cruda come questa con un umorismo sottile e nero, eppure incredibilmente riuscito. Il tutto funziona ovviamente anche grazie a Greg McLean, regista del film, che, dopo Wolf Creek 2, ha avuto difficoltà nel “ritornare sulla retta via” girando un prodotto degno del sopracitato horror australiano.

The Belko Experiment è girato un budget ridotto e ciò probabilmente è un bene. Questa caratteristica fa sì che il film abbia una forte carica indipendente, anarchica. McLean riesce a concentrarsi sui suoi personaggi, li rende credibili, le reazioni che hanno sono umane e sono la giusta risposta ad una situazione disumanizzante. Gli attori poi, perlopiù caratteristi, fanno il loro lavoro, fornendo interpretazioni convincenti.

In 88 minuti di durata, il film riesce ad essere divertente, spietato e disturbante. Certo, derivativo e probabilmente dimenticabile ma, per un fan dell’horror, l’esperimento della Belko ha tutti gli ingredienti necessari per essere un buon prodotto di intrattenimento.