Studente di Relazioni Internazionali all'Alma Mater Studiorum di Bologna, fondatore e scrittore per il Prosperous Network, nel tempo libero divoro libri e serie TV.

Nella giornata di Venerdì 29 un numero indefinito di persone è sceso in piazza nelle città di Neyshabur, Kashmar e Birjand nel nord dell’Iran, nonché in Qazvin, Sari e la fortemente conservatrice Qom e Tla capitale Teheran, per protestare contro il governo nella più grande manifestazione pubblica di dissenso al regime di Rouhani dal 2009.

Le proteste, inizialmente indirizzate contro le condizioni economiche del paese, come la crescente disoccupazione e l’aumento del livello dei prezzi, sono presto state rivolte nei confronti della Suprema Guida Spirituale Ali Khamenei e il Presidente Hassan Rouhani.
La polizia ha reagito alle manifestazioni, sul canto di “Morte al Dittatore”, “Non vogliamo una Repubblica Islamica”, con l’uso di cannoni ad acqua e gas lacrimogeni, nonché con l’arresto di un numero di persone, anche questo ancora indefinito, in molte città coinvolte.
Il dipartimento di Stato USA ha appena rilasciato una dichiarazione in cui condanna l’arresto dei manifestanti e invita globalmente al loro supporto.

(AJ/FOX)