Studente di Lettere presso l’università di Genova, si occupa della sezione Cinema del Prosperous Network.
Appassionato (ovviamente) della settima arte, ma anche di musica e letteratura.
Tra l’aria condizionata e il Papa, sceglie l’aria condizionata

Corrente Artistica

Con il termine “Espressionismo” si indica un concezione artistica basata sulla soggettività e sulla visione emotiva che l’artista ha della realtà che rappresenta. Il cinema espressionista, in particolare, ha avuto ed ha tutt’ora un’influenza enorme su i registi (e di conseguenza sui film) contemporanei.

Tim Burton, Francis Ford Coppola, Werner Herzog e Woody Allen, per dirne alcuni, hanno adottato, riadattato e copiato stilemi espressionisti durante la loro carriera.

E, se mai vi è capitato di vedere Il Gabinetto del Dottor Caligari, Metropolis o un’altro dei grandi capolavori appartenenti a tale corrente, non sarete sorpresi nel sapere che il cinema (ma più in generale il movimento) espressionista nasce nella distrutta Germania post Prima Guerra Mondiale.

L’Industria Tedesca

Nonostante la sconfitta, due milioni di morti e una situazione socio-politica altamente instabile, la Germania del dopoguerra ha una straordinaria industria cinematografica, seconda solamente a quella americana. I tedeschi durante questo periodo possono fare affidamento su un catena produttiva e distributiva davvero efficace (senza contare il numero discreto di sale sparse sul territorio).

Qui, differenza degli altri paesi europei, tra gli anni Dieci e Venti, la cultura architettonica, teatrale, pittorica e letteraria riesce ad adattarsi e a confluire nel mezzo cinematografico. Non a caso, i film tedeschi del tempo possono vantare scenografie stupefacenti ed una scrittura di grande spessore.

Il Cinema Espressionista

Sebbene racchiudere il cinema tedesco del 1910-20 sotto il solo segno espressionista sia riduttivo, è impossibile non riconoscere il primato di importanza che ha questa corrente sulle altre. Il cinema espressionista si fonda su una messa in scena forte e spiazzante; l’immagine ha la priorità su gli altri elementi e trova nella deformazione, nella irregolarità e nell’irrealismo esplicito e artificiale l’ideale sbocco per la poetica degli autori.

Il dolore e le dissonanze dei personaggi hanno conseguenze nella regia e nelle scenografie (realizzate perlopiù da grandi scenografi teatrali e architetti). La recitazione degli attori si fa dunque più marcata, sopra le righe, ed è accentuata da un lavoro di trucco che risalta le espressioni facciali.

Il Gabinetto del Dottor Caligari (1920), R. Wiene

Luce e Oscurità

Straordinario è il lavoro sull’illuminazione. Fortemente contrastata, la contrapposizione tra luce ed ombra crea una visione misteriosa della realtà che riflette, tramite immagini simboliche, la lotta tra il bene e il male, tra il giusto e lo sbagliato e ci cala perfettamente nella realtà tragica dell’epoca.

Il montaggio, conseguentemente, è lento e lascia allo spettatore il giusto spazio di tempo per ammirare i quadri composti da grandi direttori della fotografia quali Wagner, Hoffmann e Freund. Il ritmo lento è necessario per carpire tutti i dettagli delle inquadrature.

I Personaggi

Cloni, vampiri, sonnambuli e mutanti dominano l’immaginario espressionista.

Nosferatu il vampiro (1922), F. W. Murnau

I personaggi tendono disperatamente ed ossessivamente ad un obbiettivo che non riescono a raggiungere. Spesso violano leggi (morali e terrene) allo scopo di sopraffare l’ossessione che li trascina. Manifestano poi una propensione alla rivolta verso l’ordine naturale delle cose, ordine sociale, naturale o politico che sia; in questo evidente è il riferimento alla situazione Tedesca.

Come detto inizialmente, l’Espressionismo ha ancora influenza su autori e registi odierni; qui sotto, una simpatica serie di frame a sostegno di tale affermazione.

Ombre e Nebbia (1991), Allen
Nosferatu (1978), W. Herzog
Il Sosia (2013), R. Ayoade
Ed Wood (1994), T. Burton

 

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